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3 COEURS



Regia: Benot Jacquot
Lettura del film di: Olinto Brugnoli
Titolo del film: 3 COEURS
Titolo originale: 3 COEURS
Cast: regia: Benot Jacquot scenegg.: Julien Boivent, Benot Jacquot fotogr.: Julien Hirsch suono: Pierre Mertens, Andreas Hildebrandt, Olivier Goinard mus.: Bruno Coulais mont.: Julia Gregory scenogr.: Sylvain Chauvelot cost.: Catherine Leterrier intepr. princ.: Benoit Poelvoorde (Marc), Charlotte Gainsbourg (Sylvie), Chiara Mastroianni (Sophie), Catherine Deneuve (La madre) colore durata: 106 produz.: Rectangle Productions origine: FRANCIA, BELGIO, GERMANIA, 2014 distrib.: Bim Distribuzione (6.11.2014)
Sceneggiatura: Julien Boivent, Benot Jacquot
Nazione: FRANCIA, BELGIO, GERMANIA
Anno: 2014
Presentato: 71. Mostra Internazionale D'arte Cinematografica di Venezia (2014) CONCORSO

Il regista Benoît Jacquot ha partecipato diverse volte alla Mostra di Venezia. Nel 1997 con Il settimo cielo, nel 2000 con Sade, nel 2001 con Tosca ed infine nel 2006 con L'intouchable.

 

Il film racconta in modo tra il leggero e il melodrammatico di “tre cuori”, cioè di tre persone che vivono in modo problematico il sentimento e la passione dell'amore. Marc è un ispettore dell'Ufficio imposte di Parigi che sembra esercitare un fascino irresistibile su tutte le donne che incontra. Una sera, in una cittadina di provincia, incontra una donna, Sylvie. Tra i due è subito passione. Decidono di rivedersi a Parigi il venerdì successivo. Ma per un malore (Marc soffre di cuore) l'uomo non riesce ad arrivare in tempo per l'appuntamento e Sylvie se ne va amareggiata. In seguito parte per Minneapolis con il suo fidanzato Christophe. Un giorno Marc incontra una donna che gli chiede una consulenza fiscale: è Sophie, la sorella di Sylvie (ma naturalmente lui non lo sa). Tra i due nasce l'amore. Marc si trasferisce da Parigi e va a vivere da Sophie. Più tardi ci sarà anche il matrimonio. Ma quando Sylvie ritorna le cose si complicano. Intanto passa il tempo e nasce un bel bambino. Marc sembra essersi dimenticato di Sylvie, ma quando questa ritorna in occasione di una festa di compleanno riesplode la passione amorosa. Ma quando Christophe lo scopre e minaccia di dire tutto a Sophie, Sylvie parte per sempre lasciando Marc in uno stato di prostrazione. E comunque Sophie verrà a saperlo lo stesso.

Il racconto divide la vicenda in tre grosse parti.

La prima presenta l'incontro casuale tra Marc e Sylvie tra i quali nasce una passione improvvisa. È significativo che i due non dicano neanche come si chiamano, né parlino di sé. È passione allo stato puro, che prescinde dalla conoscenza dell'altro. Poi, ancora una volta, per caso, le loro strade si dividono. I due personaggi sono presentati come due individui che vivono così, secondo quello che capita, senza fare delle scelte e senza porsi molti perché («Non lo so» è la frase che ripetono più spesso).

La seconda parte racconta dell'amore tre Sophie e Marc. Questo rapporto è, sì, connotato dalla passione, ma nasce anche dalla conoscenza reciproca (è importante che questa volta i due si presentino subito con il loro nome) e dal desiderio di vivere insieme in rapporto coniugale che, come dice il sindaco che li sposa, dà loro certi diritti ma impone anche certi doveri. Anche se Marc, che ha scoperto che Sylvie e Sophie sono sorelle, pronuncia il suo “sì”con una certa titubanza.

La terza parte diventa un vero e proprio thriller sentimentale con Marc diviso tra la moglie (e il figlioletto) e Sophie che non gli resiste, ma che non vuole assolutamente che la sorella lo venga a sapere («Altrimenti muoio»). Il film diventa sempre più melodrammatico, anche in forza di una musica che fin dall'inizio è greve, e dal continuo ansimare di Marc che serve a creare tensione nello spettatore.

C'è poi un epilogo in cui si mostra l'ipotetico incontro tra Marc e Sylvie a Parigi, in seguito all'appuntamento che si erano dati all'inizio. Quasi a dire: se Marc non avesse avuto un malore, i due si sarebbero incontrati e le cose sarebbero andate diversamente.

C'è un po' di tutto in questo film: il caso (ma non certamente quello di Kieslowski, ben più pregnante e profondo), la vita che ti porta dove vuole, la passione che ha il sopravvento sul sentimento, l'incapacità (o l'impossibilità) di scegliere («Io non ho scelto», dice ad un certo punto Marc). Ma non c'è una tematica vera e propria. Sembra che l'intenzione dell'autore sia quella di creare un melodramma per coinvolgere emotivamente lo spettatore (senza peraltro riuscirvi) raccontando una storia a tre ricca di elementi drammatici. Con l'uso di una musica disturbante e di una voce over che sbuca all'improvviso per raccontare quello che le immagini non sono in grado di raccontare. (Olinto Brugnoli)

 


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