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TUTTA COLPA DI FREUD



Regia: Paolo Genovese
Lettura del film di: Franco Sestini
Titolo del film: TUTTA COLPA DI FREUD
Titolo originale: TUTTA COLPA DI FREUD
Cast: regia, scenegg.: Paolo Genovese sogg.: Paolo Genovese, Leonardo Pieraccioni, Paola Mammini scenogr.: Chiara Balducci fotogr.: Fabrizio Lucci mus.: Maurizio Filardo, Paola Vanoni mont.: Consuelo Catucci cost.: Grazia Materia suono: Umberto Montesanti (presa diretta) interpr. princ.: Marco Giallini (Francesco), Vittoria Puccini (Marta), Anna Foglietta (Sara), Vinicio Marchioni (Fabio), Laura Adriani (Emma), Daniele Liotti (Luca), Paolo Calabresi (Enrico il Poeta), Antonio Manzini (Marco Patassini), Alessandro Gassman (Alessandro), Claudia Gerini (Claudia), Edoardo Leo (Roberto il belloccio), Giulia Bevilacqua (Barbara), Gian Marco Tognazzi (Andrea il geometra), Maurizio Mattioli (Portiere dello studio), Francesco Apolloni (Cameriere Bar del Fico), Dodi Conti, Michela Andreozzi (Prof.ssa Macro), Alessia Barela (Laura amica di Enrico), Dario Bandiera (Ivano lharleysta), Lucia Ocone (Adele moglie harleysta), Gianmarco Tognazzi (Andrea il geometra) durata: 120' colore produz.: Medusa Film, realizzato da Marco Belardi per Lotus Production, in collaborazione con Mediaset Premium origine: ITALIA, 2013 distrib.: MEDUSA (23.10.2014)
Sceneggiatura: Paolo Genovese
Nazione: ITALIA
Anno: 2013

È la storia di Francesco, uno psicologo cinquantenne, separato dalla moglie e costretto quindi ad occuparsi , oltre che del proprio studio di psicanalista, delle tre figlie: la più giovane ha 18 anni Emma e la maggiore ha superato i 30.

 

Quest’ultima, SARA, omosessuale dichiarata, viene regolarmente lasciata dalle fidanzate con le quali intrattiene delle relazioni; durante il suo soggiorno in America si lega ad una ragazza alla quale, improvvisamente, le chiede di sposarla: sarà il motivo per lasciarsi. Rientrata in Italia, prende una decisione: cambiare “orientamento sessuale”: ne parla con il padre, il quale le risponde che tale orientamento non può essere deciso “a tavolino”, ma deve venire dal proprio corpo; lei comunque insiste nel suo proposito e finalmente – per un puro caso – incontra un giovane in un Bar e va a letto con lui e le piace. Sembrerebbe tutto a posto, ma ad un certo punto arriva la cugina del ragazzo, per la quale Sara sente un certo “trasporto” (la manifestazione è uno starnuto impellente) e non si sa bene come andrà a finire; cioè se la mutazione dell’orientamento ha avuto buon esito oppure no.

Un’altra figlia, MARTA, poco sotto i trenta anni, ha una libreria che manda avanti con amore e volontà; s’innamora regolarmente di tutti gli autori dei quali lei presenta le “novità”, ma nessuno di loro si interessa a lei; la sua libreria è frequentata da uno strano giovane, il quale entra, si dirige verso un posto dove può “rubare” un libro senza che nessuno lo veda; se lo infila nello zainetto e senza dire una parola se ne va; finalmente un giorno Marta si decide a seguirlo e si accorge che il giovane, Fabio, è sordomuto e di questa situazione ne parla con il padre il quale la incoraggia ma aggiunge che lei dovrà “trattarlo” come se fosse uno normale e non concedergli niente di particolare. Fabio usa un modo molto “fine” per invitare la ragazza in un teatro (rosa rossa appoggiata su una poltrona) dove lui le canta una bella canzone, (ovviamente in play back) e naturalmente la commuove fino alle lacrime; sarà una relazione da portare avanti, da entrambi (lui è anche molto permaloso), tra mille difficoltà, ma potrà essere sicuramente di grande soddisfazione per tutti e due i giovani; e comunque Francesco sarà sempre alle spalle della ragazza per consigliarla al meglio.

La terza figlia, la più giovane appena diciottenne, EMMA, ha una “difficile” relazione con un uomo che è quasi coetaneo del padre; si tratta di Alessandro, cinquantenne rampante, con una bella moglie, Claudia, con la quale però non c’è più la scintilla dei primi tempi; la donna, guarda caso,  è l’amore segreto di Francesco, che l’incontra quasi tutti i giorni mentre porta a spasso il cane o si reca a fare la spesa, ma non osa rivolgerle la parola, inizialmente ignaro che sia proprio lei la moglie dell’«anziano» compagno della figlia.

Francesco cerca di “controllare” la vicenda della figlia innamorata di un uomo che ha la sua stessa età ma Emma non accetta nessun consiglio e così Francesco “rivolta” la questione, cercando di parlare con Alessandro ed anzi, offrendo a questi, una prestazione professionale sul suo matrimonio con Claudia e sulle possibilità di recuperare l’intesa di un tempo o, in caso negativo, troncarla. Peraltro Francesco – con grande rigore professionale – non appena apprende che Claudia è la moglie di colui che ha sul lettino da psicanalista, non insiste più di tanto nella ricerca del legame e rientra nella solita parte di “genitore”.

Al termine del film le vicende delle tre ragazze ed anche quella del padre Francesco, rimangono in sospeso; magari possiamo dire che qualcuna di loro ha maggiore probabilità di altre, ma nessuno “risolve”; forse MARTA con Fabio, il ragazzo sordomuto, ha molte possibilità di mettere insieme una relazione duratura, anche se difficile a mandarla avanti sia per la difficoltà fisica di Fabio che per la sua permalosità; ma i sentimenti ci sono e quindi le possibilità di instaurare una “bella” relazione c’è senz’altro ed anche in questo caso, papà Francesco curerà il legame.

Molto peggiore è la situazione di EMMA, dato che la ragazza è legata ad un uomo che non riesce a decidersi e, pur non avendo più una relazione “importante” con la moglie Claudia, non se la sente di sganciarla del tutto, ma con l’aiuto dello psicologo Francesco ritrova l’amore per la moglie e su consiglio dello stesso progetta un viaggio a Parigi. Emma lo scopre e la relazione ha fine.

La situazione di SARA è diversa: vogliosa di modificare il proprio “orientamento sessuale”, prova con un ragazzo che potrebbe anche rappresentare il suo futuro, ma lo starnuto (simbolo di eccitazione sessuale) continua ancora con le donne e questo è sinonimo come minimo di incertezza o comunque di non completo mutamento del proprio orientamento.

E Francesco? Il padre lo troviamo all’inizio che si occupa “completamente” delle sue tre figlie tralasciando qualunque altro interesse personale e al termine del film lo ritroviamo ancora decisamente alle spalle delle tre ragazze per cercare di consigliarle o comunque di stare ad ascoltarle sulle vicende che le riguardano.

Anche la “relazione” con Claudia non decolla, forse perché Francesco non spinge sull’acceleratore, impegnato a curare i rapporti delle figlie più dei suoi; anche se – durante la narrazione – sbotta in un “basta, voglio fare solo il padre e non un amico”, quando si tratta di affrontare uno dei tanti problemi delle tre figlie; ma alla fine lascia perdere ogni sua possibile soddisfazione per dedicare la sua attività alle “bambine”.

Il film ha una sua particolarità: la narrazione in “voice over”, cioè fuori campo, sostituisce, alcune volte, specie in situazioni particolarissime, la narrazione filmica; ogni scena, poi, finisce con una “battuta”, sia essa un abbraccio o un ammiccamento o un pollice sollevato; questo ovviamente perché ogni scena è una sit-com e ne porta dietro tutte le caratteristiche, unite anche a qualche battuta presa dalla pubblicità, quindi semplici e dirette.

Comunque si tratta di una narrazione costruita con leggerezza e priva di qualsiasi volgarità, nonostante la materia cinematografica vada sempre a cadere in situazioni abbastanza pruriginose.

Naturalmente il film non ha una idea tematica, ma forse ha soltanto una volontà: rappresentare la difficoltà di mettere insieme una relazione tra uomini e donne, con le problematiche che ciascuno si pone; e neppure la professionalità del padre può valere in queste situazioni che niente hanno a che vedere con Freud.

Nello splendido cast, a mio giudizio brilla in particolare, Anna Foglietta nei panni di Sara, con il tormento psicologico che discende dalla non accettata sessualità; non credo che si potrebbe fare meglio. (Franco Sestini, febbraio 2014)

 


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