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PHILOMENA



Regia: Stephen Frears
Lettura del film di: Olinto Brugnoli
Titolo del film: PHILOMENA
Titolo originale: PHILOMENA
Cast: regia: Stephen Frears – scenegg.: Steve Coogan, Jeff Pope – fotogr.: Robbie Ryan – mont.: Valerio Bonelli – scenogr.: Alan MacDonald – cost.: Consolata Boyle – mus.: Alexandre Desplat – interpr. princ.: Judi Dench (Philomena), Steve Coogan (Martin Sixsmith) – durata: 94' – colore – origine: REGNO UNITO, 2013 – distribuz.: Lucky Red.
Sceneggiatura: Steve Coogan, Jeff Pope
Nazione: REGNO UNITO
Anno: 2013
Presentato: 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica 2013 – CONCORSO

Tratto dal libro inchiesta The Lost Child of Philomena Lee del giornalista Martin Sixsmith, il film, come avverte una didascalia iniziale, è ispirato ad una storia vera, quella di Philomena, un'anziana signora irlandese che dopo cinquant'anni si mette alla ricerca di suo figlio Anthony, partorito nel 1952 e sottrattole tre anni dopo dalle suore del convento dove la donna, ragazza-madre, era stata rinchiusa dalla famiglia per il peccato che aveva commesso.

 

- Nell'introduzione del film viene presentato Martin, un giornalista politico della BBC che si è dimesso (o è stato fatto dimettere) dal lavoro e che sta cercando di scrivere un libro sulla storia russa. Martin è un tipo spiritoso e disincantato che non vuole rassegnarsi a raccontare cose banali, ma quando incontra la figlia di Philomena che gli propone di raccontare una “storia di vita vissuta”, quella della madre, dopo una certa riluttanza, accetta. Nel frattempo le immagini hanno mostrato la protagonista del film che accende un cero in chiesa (la donna dimostra di essere molto devota) in occasione del compleanno del figlio perduto. Partono alcuni flasback, che contrappunteranno buona parte del film, relativi al parto e ai primi tre anni di vita di Anthony.

- Philomena e Martin s'incontrano e la donna incomincia a raccontare le sue vicissitudini. Dopo il parto le ragazze “ospiti” del convento potevano vedere i propri figli solo un'ora al giorno in quanto non ritenute idonee, a causa del peccato compiuto, a educare i piccoli. Ma ad un certo punto i bambini venivano dati in adozione a delle coppie regolarmente sposate e le madri erano costrette a firmare un documento col quale dichiaravano di rinunciare ad ogni diritto su di loro. Così anche per Philomena viene il traumatico momento della separazione da Anthony, che viene adottato assieme a una bambina inseparabile da lui.

- Martin e Philomena partono per l'Irlanda e si recano nel convento di Roscrea, dalle suore del Sacro Cuore dove Philomena era stata rinchiusa, per chiedere informazioni. Qui le cose sono molto cambiate. Molte delle vecchie suore sono morte, altre, come suor Ildegarda, che aveva avuto un ruolo importante nella vicenda delle adozioni, sono anziane e non vogliono parlare di quegli avvenimenti. Per di più viene detto loro che i documenti sono andati tutti distrutti in un incendio; tutti tranne, guarda caso, il contratto con cui Philomena rinunciava per sempre a vedere il figlio. Tutto sembra inutile, ma Martin viene a sapere da un tizio che in realtà i documenti erano stati bruciati in un falò fatto dalle suore e che molti bambini erano stati venduti a delle coppie americane.

- Ai due non resta che partire per gli States, in un viaggio che vede questa strana coppia alleata, ma anche divisa da differenti modi di vedere le cose e di concepire la religione. Dopo varie ricerche, Martin viene a scoprire che Anthony, che era diventato un brillante avvocato e aveva fatto carriera nel Partito Repubblicano, è morto nel 1995. Martin addirittura ricorda di averlo conosciuto durante una conferenza stampa. Ma si viene anche a sapere che era gay e che è morto di Aids. È il momento della delusione e del dolore, ma a Philomena sta a cuore un'altra cosa: Anthony ha mai pensato a lei e alla sua patria, l'Irlanda?

- Continuano le ricerche, prima presso la “sorella” (la bambina adottata assieme a lui) e poi presso il suo compagno, un certo Pete che, dopo un iniziale rifiuto, accetta di raccontare tutto alla donna e le mostra le immagini del figlio nei vari momenti della sua vita. Ma soprattutto le rivela la cosa più importante: Anthony era stato in Irlanda a cercare la madre, ma suor Ildegarda, mentendo, gli aveva detto di non avere sue notizie e che la madre lo aveva abbandonato. Per di più Anthony ha voluto essere sepolto in Irlanda, proprio là dove era nato, nel cimitero del convento.

- I due ritornano allora in Irlanda. Martin è furioso e aggredisce verbalmente la suora per aver mentito spudoratamente. Ma Philomena, invece, questa donna forte e generosa, ha la capacità di perdonare: a lei interessa solo aver ritrovato la tomba del figlio e aver capito che, nonostante la separazione, il loro legame d'amore non è mai venuto meno.

- Nell'epilogo, Martin, che nel frattempo si è calmato, pur non essendo credente compera una statuina del Sacro Cuore e la dona a Philomena che la depone sulla tomba di Anthony. Poi decide di non raccontare più la storia di Philomena. Ma sarà proprio la donna che lo inviterà a farlo per far conoscere al mondo la sua storia, la storia di un amore che ha superato tutte le prove.

- È chiaro pertanto che l'autore, raccontando questa “storia vera”, intende esaltare la forza di un amore materno e filiale che supera tutti gli ostacoli e tutte le difficoltà, persino la morte.

- Opera che concede qualcosa alle emozioni, ma il regista, con la sua grande capacità affabulatrice, parla al cuore e all'intelligenza ed esalta dei valori (oltre all'amore anche il perdono) che sono universali. (Olinto Brugnoli)    

 


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