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CINELETTURE LA PRIMA COSA BELLA di Virz



Lettura del film di: Adelio Cola

LA PRIMA COSA BELLA (Paolo Virzì, 2009)  (lettura di Franco Sestini in EDAV, 377)

luogo: LIVORNO sul mare

STRUTTURA NARRATIVA: due parti (criterio: il tempo dei fatti essenziali raccontati)

TEMPO, 1971
1. ANNA eletta ‘la mamma più bella dei bagni Pancaldi’

            Marito geloso (morirà d’infarto: troppo facile farlo sparire dalla storia!) la caccia di casa

2. Anna cerca inutilmente aiuto dalla sorella

3. Accetta di andare a Castiglioncello

            Un conte le offre ospitalità sperando altro da lei…Anna è licenziata

4. Cerca lavoro: segretaria di avvocato (avrà un figlio da lui)

5. FLASH BACK: vita dei due figli bambini con la madre Anna (tempo

            (BRUNO scontento della madre, VALERIA felice con la madre)  

                        * * * i figli crescono: scuola, amicizie… …

GENERAZIONE SEGUENTE

6. ANNA (Stefania Sandrelli) all’ospedale: ammalata terminale di cancro (allegra, crisi, al cinema…)

BRUNO: a Milano (non sopporta la madre), insegnante di lettere, droga, alcol, “sempre infelice”, pessimista, non riesce ad accettare la fidanzata ottimista

VALERIA, a Livorno; sposata ma scontenta, innamorata  del suo datore di lavoro; assiste la madre; va a Milano per riportare Bruno dalla madre all’ospedale

ORIANO: vicino di casa, che per anni ha assistito Anna disinteressatamente, generoso

7. I due figli riportano a casa Anna: LEI chiede di sposare ORIANO. Sposalizio (è presente anche il misterioso fratello CRISTIANO, avuto dall’avvocato di cui Anna era segretaria).

8. Morte di Anna che raccomanda a Bruno un bagno nel mare (cioè di essere ottimista nella vita).

            VALERIA preferisce il futuro con il suo datore di lavoro invece che con il marito

            BRUNO accetta la fidanzata e con lei fa il bagno nel mare di Livorno. FINE

 STRUTTURA SEMIOLOGICA: due parti (criterio: i personaggi)

1. La PROTAGONISTA ANNA: sincera, affettuosa, fedele al marito, sempre esuberante e allegra

2. I FIGLI COPROTAGONISTI:

            BRUNO: “sempre infelice”, malinconico, scontento, intollerante della madre fin da bambino, di difficile comunicativa, indeciso nelle scelte, introverso, pessimista

            VALERIA: assiste paziente la madre ammalata, vuole aiutare il fratello, cerca l’ideale (che lei non vede nel marito!), molto generosa.

NB I due figli si rasserenano dopo aver riconosciuto (tardi!) la positività della madre Anna, che per loro due era sempre stata piuttosto scomoda e oppressiva con la sua esuberanza vitale.

Sembra che l’evoluzione psicologica dei figli sia più importante del peso strutturale di Anna, che nel film sembra essere il loro funzione. In realtà il regista attribuisce importanza (quasi) identica ai tre personaggi, Anna-Bruno-Valeria (vedi i Contorni due…).

È LASTORIA DI ANNA (sempre disponibile per tutti e in particolare verso i figli), E DEI SUOI DUE FIGLI BRUNO E VALERIA, dei quali Bruno assolutamente intollerante della madre fin da bambino, e Valeria, che pur accettava la madre fin da piccola ma che da adulta aveva faticato ad accogliere (per la sua esuberanza, talvolta esagerata e fuori luogo nella sua condizione di ‘allegra’ malata terminale), alla morte della madre, dopo averne apprezzata la grandezza umana, ACCETTANO con serenità maggiore la vita futura, per merito della generosità materna di Anna che muore serenamente dopo averli visti al suo capezzale riconciliati  con la vita..                                                                                                           

Note semiologiche

MUSICA: quasi sempre malinconica. Quando al centro delle riprese c’è Bruno bambino e adulto, si ode sempre il suo ‘motiv’: un ticchettìo di pianoforte… “La prima cosa bella” è la canzone cantata due volte da madre e figli insieme: nella prima parte del film quando, cacciati di casa!, cantano per strada; la seconda volta quando la madre sta per morire. Tutte e due le volte l’iniziativa del canto parte dalla madre Anna (= mai disperata, sempre forte, generosa e ottimista…)           

RITMO: nella seconda parte del film si fa più veloce e spesso affannato. Lo svolgimento procede su due piani temporali corrispondenti alla diversa età dei figli

RACCONTO:

            - particolareggiato e descrittivo, ma semiologico perché mette in evidenza le reazioni dei personaggi, specie quella di Bruno bambino e adulto

            - Unica immagine ‘simbolica’: Bruno in attesa di entrare nella camera d’ospedale dove c’è la madre malata, si riposa su una carrozzella a rotelle (è stanco in tutti i sensi!)

            - Le coincidenze romanzesche della sceneggiatura sono lontane dalla vita reale ordinaria

- MA sono in funzione di evidenziare l’IDEA CENTRALE del film.           

- Gli interpreti di Anna (giovane mamma e anziana ammalata) )e dei due figli (Bambini e adulti) sono diversi secondo le relative loro età.                       

IDEA CENTRALE -non facile da esprimere-. Come il solito, essa si trova ‘dietro’ la definitiva ultima evoluzione psicologica del protagonista / dei protagonisti:

a) Conviene accettare la vita con i suoi problemi e disgrazie con forza d’animo senza scoraggiarsi e con ottimismo nel futuro (vedi Anna, la madre)

b) e senza lasciarsi condizionare da pregiudizi causati un tempo da errate interpretazioni di atteggiamenti di persone a noi vicine, ma rivisitando e rimuovendo, con obiettiva serenità, (dopo circostanze particolari, ‘rivelatrici’ della verità), le cause di certi vecchi condizionamenti, che impediscono di affrontare la vita con serenità e fiducia (vedi i figli Bruno e Valeria che “scoprono” la madre ).

NOTA: In certe persone (non in tutte: cfr. il livello dei protagonisti = è di categoria) ci sono blocchi psicologici che impediscono di andare avanti nella vita con serenità e fiducia nel futuro, e che è necessario esaminare e riconoscere con obiettivita’ (alla luce del presente sul passato) quali cause che li hanno procurati, per superarli.

Marito geloso caccia di casa moglie e figli piccoli. Gli anni passano, i gli crescono ma i traumi psicologici restano.

Non si può parlare di ‘inclusione’ tra l’inizio e la finale del film, ma di corrispondenza degli opposti e cioètra l’inaccettabilità iniziale della madre da parte di Bruno e l’accettazione del suo consiglio di fare un bagno nel mare.

Al pessimismo psicologico dell’inizio corrisponde l’ottimismo psicologico  della finale.

 


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