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MAL NASCIDA



Regia: Joo Canijo
Lettura del film di: Antonio Sancamillo
Titolo del film: MAL NASCIDA
Titolo originale: MAL NASCIDA
Cast: regia, scenegg.: Joo Canijo - scenogr.: Jos Pedro Penha Lopes - fotogr.: Mrio Castanheira - mont.: Joo Braz - mus.: Gabriel Gomes - suono: Olivier Blanc, Ricardo Leal, Grard Rousseau - interpr.: Anabela Moreira, Mrcia Breia, Fernando Luis, Goncalo Waddington, Tiago Rodrigues - durata: 117' - colore - produz.: Clap Filmes - origine: Portogallo, 2007 - distrib.: Madfilmes
Nazione: PORTOGALLO
Anno: 2007
Presentato: 64. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia - 2007 - Orizzonti

È la storia di Lucia, rimasta orfana del padre, ucciso dalla madre e dal patrigno (Evaristo) perché ritenuto violentatore della figlia morta di parto e messa proprio incinta dal padre.

Lucia ritenuta pazza, vuole essere data in matrimonio al “pazzo” del paese Jusmino, piccolo allevatore di mucche. Nel suo strano comportamento cova da sempre l’idea di sbarazzarsi sia della madre che del patrigno e per questo rimanda il matrimonio in attesa che torni il fratello Augusto.
Mentre la madre ed il marito Evaristo stanno preparando le carte per inviarla al manicomio, arrivano all’osteria due giovani, chiedono cibo e pernottamento. Uno è malato e viene portato in camera, mentre l’altro cena con calma. La mattina, all’alzata, il giovane vede uscire Lucia dal porcile, le chiede se spesso viene obbligata a dormire lì. Lei si schermisce dicendo che è stata a sorvegliare la scrofa che deve partorire. Intanto si scopre che il malato ha bisogno di cure, ma non deve essere chiamato il medico; Evaristo fiuta l’affare e chiede di essere rimunerato per risolvere la situazione. Nel frattempo il giovane muore; la richiesta di denaro aumenta considerevolmente per sbarazzarsi del corpo e poter essere aiutato a fuggire dopo aver sostituita la targa dell’auto.
La morte è dovuta ad un colpo d’arma da fuoco avuto in una rapina organizzata per avere soldi che sarebbero dovuti servire per curare Lucia.
Avviene qui la prima rivelazione: Il morto sarebbe il fratello di Lucia, Augusto, abbandonato bambino proprio da lei per tenerlo lontano dalla madre.
Fatta la scoperta, sia la madre che la sorella lo preparano per il funerale che dovrà essere celebrato in paese. Mentre il defunto è esposto in chiesa, avviene la seconda rivelazione: La madre rivela il motivo dell’uccisione del marito dichiarando che non è stato premeditato e che non ha sofferto.
Lucia e il giovane complice si ritrovano in casa da soli, e questi le rivela la sua vera identità, è lui il fratello Augusto. Lucia dopo una discussione con il fratello se era il caso di uccidere la madre dice “di far conto che è nata senza madre”. Questa conclusione intorpidisce talmente gli animi che si ritrovano a far l’amore dove si convincono reciprocamente di uccidere anche la madre.
Augusto inala della cocaina e va a consegnare i 25.000 € ad Evaristo rivelandogli la sua vera identità e così poco dopo alla presenza di Lucia lo uccide con una violenza ed una ferocia inaudite, tanto da scatenargli il vomito. Poco dopo torna la madre dalla chiesa e si rende conto dell’accaduto, capisce tutto, tenta di convincere la figlia dicendo che è madre sia da viva che da morta, ma Lucia abbracciandola le conficca freddamente il coltello nel cuore. Alla fine il figlio piange, Lucia no.
Spettatori muti di questa vicenda sono, alla fine una bambina che guarda mentre Jusmine suona, ed una donna anziana la quale durante gran parte delle scene vissute in casa, mai dice una parola.
È un film, espresso in modo cinematograficamente valido.
Le violenze subite e perpetrate spesso sono all’origine di altre violenze. Non lascia spiragli di redenzione. Da questo punto di vista è non adeguato alla morale né umana né tanto meno cristiana. Inaccettabile non tanto per le violenze che narra, quanto per la soluzione che suggerisce per superare le brutalità vissute. C’è anche un fatalismo estremo, nessuno può arrestare la spirale di violenza che si sta generando, né l’anziana donna, né la bambina. Anzi c’è una musica costante che l’accompagna mentre cresce ed un destino segnato dato dal verso del gufo.
Film sicuramente complesso che andrebbe rivisto per un’analisi più precisa e che dia ragione dell’arte cinematografica espressa. (Sancamillo Antonio)
 


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