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ERAGON, UN CAVALIERE ALLE ELEMENTARI


di ADELIO COLA
Edav N: 352 - 2007
«Scherzando ­– dice nonna MariaTeresa – ho invitato Francesca a scrivere la lettura del film e lei mi ha presa sul serio, l’ha scritta e me l’ha mandata per posta. Si è documentata sui giornali per non scrivere nomi sbagliati. Il resto è farina del suo sacco».  

Ecco la lettura di Francesca Scapin, 5° elementare: 
La terra di Alagaesia è dominata da Galbatorix, un re tiranno e malvagio che con l’aiuto delle tribú dei Ra Zac e degli Urgali, rende schiavi i suoi abitanti.

Proprio in questa terra vive Eragon, un ragazzo di 15 anni. Un giorno, egli va a caccia sulla Grande Dorsale, una catena di monti selvaggi su cui non sale mai nessuno, e trova una liscia pietra blu. Da questa pietra, che in realtà è un uovo, nasce un cucciolo di drago femmina di nome Saphira.

Quando Eragon la accarezza per la prima volta, essa gli lascia sul palmo della mano il marchio dei «Cavalieri dei Draghi».

Nel villaggio di Eragon vive anche Brom il Cantastorie, ex Cavaliere dei Draghi, che diventa la sua guida e gli insegna come diventare un Cavaliere e come cavarsela nel mondo della magia. Brom indica a Eragon la strada da seguire: deve arrivare dal popolo dei Varden.

Durante il suo viaggio gli appare in sogno un’elfa, Arya, che gli chiede di salvarla dalle torture del malvagio spettro Durza, che l’ha persino avvelenata.

Compiendo l’impresa Eragon conosce Murtagh che diventa suo amico e lo accompagna dai Varden dove Arya si riprende dalle torture ricevute; purtroppo Brom, per proteggere Eragon, viene colpito al cuore e muore.

La dragonessa Saphira, Eragon, Murtagh e l’elfa Arya, uniti al popolo dei Varden riescono a sconfiggere gli Urgali e lo spettro Durza. Per ora sono salvi, ma forse altre avventure li attendono perché Galbatorix è ancora vivo.....  

Questi invece i commenti sul film di Andrea (4° elementare) e Francesca: 

Andrea (4° elementare): II film è stato bellissimo, le scene d’azione e di combattimento erano le migliori.

Francesca: È soprattutto grazie a Christopher Paolini, l’autore, che ha scritto un libro veramente bellissimo.

Andrea: Anche se sapevamo tutti che erano fatti al computer, draghi e mostri sembravano veri.

Francesca: L’atmosfera era carica di magia mentre al cinema trasmettevano il film.

Andrea: Tutti in sala erano molto presi dalla storia...

Francesca: Già, eravamo felici o tristi a seconda di come si sentiva Eragon.

Andrea: Sarebbe piaciuto a tutti se il film fosse durato piú a lungo.

Francesca: Infatti era come entrare nello schermo, troppo rapíti dalla storia per staccarsene...

Andrea: Per concludere consigliamo a tutti di andarlo a vedere!!! 

Anche i bambini, dunque, sono in grado di leggere secondo le loro capacità un film, soprattutto se vengono indirizzati al lavoro da adulti preparati. Francesca ha colto e riferito bene il filo centrale della matassa di vicende raccontate dal film Eragon; assieme al fratellino ha aggiunto commenti che meritano alcune riflessioni

Anzitutto ci parla dell’immedesimazione o identificazione degli spettatori con il simpatico protagonista («eravamo felici o tristi a seconda di come si sentiva Eragon»); l’apprezzamento spontaneo della dimensione meravigliosa («il film è stato bellissimo, le scene d’azione e di combattimento erano le migliori»); la consapevolezza della distinzione finzione/realtà («anche se sapevamo tutti che erano fatti al computer, fraghi e mostri sembravano veri»). Andrea si fa addirittura cassa di risonanza pubblicitaria del film («consigliamo a tutti di andarlo a vedere!!!»)

La fiducia che la metodologia Taddei nella lettura del film possa essere proposta gradualmente anche ai bambini delle elementari ha avuto una ulteriore prova. Nel nostro caso siamo al primo passo, l’attenzione ai fatti principali del film, l’individuazione del protagonista, una prima formulazione della STORIA DI, riflessioni personali sullo spettacolo, ben distinte dalla raccolta delle informazioni oggettive offerte dallo schermo. Partendo dalla tappa raggiunta, il percorso da seguire riserva positive sorprese di acquisizione d’un metodo tutt’altro che impraticabile fin dalla tenera età. Il sottoscritto ne ha fatto piú volte l’esperienza come docente a piccoli e grandi.

 
* * * 

Ho ceduto ad una curiosità: cosa dice internet di Eragon letterario?

Le risposte sono due. Anzitutto le autopresentazioni/autocelebrazioni dell’autore del libro, anzi dei libri. E poi lo spiegamento dei mezzi pubblicitari per promuovere l’opera del ragazzino prodigio.

Il risultato non manca: si parla di milioni di copie in lingue diverse.

È la pubblicità che dà valore all’opera o è quest’ultima a meritare l’apprezzamento generale? L’aiuto reciproco è innegabile.

Un aspetto conclamato da internet è il confronto tra la nuova trilogia in fieri e i classici moderni che sembravano insuperabili, quali «Il signore degli anelli» e i volumi delle avventure di Harry Poter. Questi ultimi, termini di confronto obbligatori, sono dichiarati perdenti. Almeno per ora!

Intanto si cerca in ogni modo di convincere le nuove generazioni di lettori ad aggiornarsi con la lettura di Eragon.

L’educazione alla vita reale e al superamento delle inevitabili difficoltà che i piccoli divoratori d’avventure fantastiche inevitabilmente incontreranno sulle strade sassose della lenta maturazione, possiamo chiederci, avranno amichevole soccorso e autorevole aiuto dall’esperienza d’un loro coe­taneo prodigio, che li ha trattenuti nel mondo virtuale dei draghi e dei mostri?

Prescindiamo dal valore del nuovo successo letterario/cinematografico e ci chiediamo: c’era bisogno, si avvertiva il bisogno d’un nuovo mondo stregato da offrire alla fame evasiva dalla realtà, caratteristica dell’infanzia e della preadolescenza? Fino a quando vogliamo tenere i futuri adulti nello stato semi onirico della fantasia che rischia di confondere realtà verosimiglianza e pura invenzione? Quando si risveglieranno, si riterranno maggiormente disposti e disponibili alle lotte per una vita fino allora considerate superabili e superabilissime con l’amichevole pronto intervento di imbattibili… angeli custodi/di ex machina?

E per quanto riguarda i nuovi alleati di Eragon contro le congiure nemiche, possiamo chiederci anche in che cosa consista la novità della loro invenzione in confronto con quelle rappresentate da personaggi amici di Harry, battuti dalla celebrità degli ultimi arrivati. Lasciamo la risposta ai critici letterari oggettivi e spassionati.

 
* * * 

La domanda può essere formulata anche nel riguardo dei film, che fino a ieri hanno riempito le sale del mondo globalizzato, convinto dal precedente battage pubblicitario che ben difficilmente sarebbe stato superato il limite del successo inopinatamente raggiunto dagli insuperati campioni d’incasso dell’anno precedente.

Ma non è la novità il punto che maggiormente interessa le indagini sul target odierno, quanto la sottolineatura della ricerca di nuove emozioni promesse dalla nuova opera fantasy.

Ci sia lecito un paragone. I lettori delle vicende di Topolino, personaggio creato con la caratteristica, (non con il complesso!), di Per Pan bloccato da oltre mezzo secolo nella sua verde età, non si annoiano a (ri)leggere storie che si sviluppano inevitabilmente attorno a cellule d’avventura ripetitive e abusate. L’umorismo che accompagna la simpatia del protagonista e dei personaggi di contorno delle vicende del piccolo eroe e della ricca famiglia Paperoni fanno…tombola! Raramente («mai!», mi confida un edicolante) le pile di album offerte dalle edicole vengono rispedite invendute ai distributori. Topolino e company vivono di eredità procurata grazie alla bravura umoristica dei loro padri, celebri cartunist.

Assiteremo a fenomeni simili per quanto riguarda i film che raccontano con straordinari mezzi tecnologici vita e miracoli dei simpatici maghetti letterari/cinematografici?

Dato il successo dei film in questione, chi sono i meritevoli del risultato mondiale incontrastato?

Sono almeno tre le risposte: in parte è l’autore del libro («È soprattutto grazie a Christopher Paolini, l’autore, che ha scritto un libro veramente bellissimo», secondo Francesca); in buona parte la perizia artistico tecnologica degli autori del film; in massima parte, secondo molti, la campagna mondiale di pubblicità consumistica a tutti i livelli.

 
* * * 
Com’è il film ERAGON ?

Le sale di proiezione radunano bimbi e bimbetti.

Ho incontrato anche chi cerca di distogliere i ragazzi dall’acquisto del biglietto.

Alcuni genitori ed adulti, convinti che il film è «uguale a quelli di Harry Poter», si dicono insoddisfatti all’uscita dalla sala. Intanto, però, ci sono entrati!

Altri confessano di andarci per curiosità, per vedere se è vero che il film «è come gli altri!»

Il nostro film è un centone di citazioni esplicite e spesso di copiature standardizzate desunte dall’archivio cinematografico. Le piú evidenti sono prese di sana pianta da La storia infinita(vedi lo stratosferico taxi rappresentato là dal cane magico, qui dalla dragonessa Saphira), e dall’ultimo Harry Poter (le esibizioni paragonabili a quelle dell’ippogrifo di Astolfo e alle picchiate dei vecchi Stukas della seconda guerra mondiale).

Lo spettacolo inizia come una classica favola. La voce f.c. racconta «C’era una volta…». Ci troviamo subito fuori del tempo dello spazio.

 Gli ingredienti virtuali oggi possibili ci sono tutti. Il tradizionale contrasto tra il bene e il male (i due antagonisti) con il trionfo del primo sul secondo, è di maniera.

I personaggi sono divisi in due categorie, umani e fantastici. L’interpretazione degli umani è di buon mestiere; talvolta suscita commozione il loro tentativo di calarsi credibilmente in situazioni e circostanze talmente fuori dalla verosimiglianza da stupire!

I Buoni (ci stanno sulle dita d’una mano) devono difendersi dall’assedio dei Cattivi (uno sterminato esercito virtuale, a capo del quale vediamo un pessimo individuo tatuato, operatore di magíe negative con una spruzzatina di horror che oggi non guasta, alla conquista del potere su tutta la Terra).

Non potevano mancare cavalcate sfrenate su pianure senza confini, prodigi con l’intervento di alleati o complici usciti dal computer, inseguimenti e imboscate fra dirupi e foreste ariostesche, catastrofici effetti speciali, provocati da Saphira sputafuoco, ai quali sopravvivono coloro che daranno vita alla seconda puntata della programmata trilogia.

La musica, generalmente melliflua e accarezzante, è costantenmete presente a saturare l’esorbitante spettacolo («l’atmosfera era carica di magía… tutti in sala erano presi dalla storia… era come entrare nello schermo, troppo rapiti dalla storia per staccarsene»).

Saphira è dotata di occhi languidamente accattivanti, di voce amichevolmente femminile. La novità consiste nel fatto che Cavaliere e Draghessa filantropa comunicano leggendosi reciprocamente in volto sentimenti e pensieri.

Alla domanda del primo, che chiede all’amico Brom il motivo della scelta caduta su di lui come Cavaliere senza macchia e senza paura per un’impresa quasi impossibile, la risposta arriva chiara e al tempo stesso comoda: «Perché il Destino ha scelto te!»

Il duello finale con sfumature di vendetta tra Eragon e l’invulnerabile Galbatorix, che sopravvive e che rivedremo nella seconda puntata, è la classica conclusione prevedibile d’ogni western che si rispetti.

Disegno, colore, risultato virtuale dei personaggi fantastici meritano l’applauso dedicato ai loro realizzatori.

La successione delle vicende è ritmata con intelligenza spettacolare. Il commento musicale esalta imprese e superamento di ostacoli sovrumani.

Spettatori adulti forse escono dalla sala di proiezione frastornati da tanta abbondanza audiovisiva. Aggiungi che la minestra riscaldata, di solito, non piace. Ma per i bambini, con l’appetito che si ritrovano addosso a tutte l’ore, è sempre appetitosa («sarebbe piaciuto a tutti se il film fosse durato piú a lungo»).

Circa l’opportunità di alimentare ulteriormente fantasia e romantica inclinazione all’evasione dalla vita reale, inevitabili effetti prodotti dal film sui giovanissimi spettatori, («sono trucchi, non c’è niente di vero!», ammettono essi per primi ma intanto…) s’è già detto sopra senza l’intenzione di problematizzare le esperienze ludiche dei ragazzini, che troveranno conveniente intervento educativo negli educatori.

Ci sono nel film anche spunti positivi: valore dell’amicizia, fedeltà alla parola data, alleanza deboli/forti nel compiere la missione di bene, fiducia in chi è piú potente di noi, sicurezza infusa dal fatto che i veri amici non ti abbandonano mai («vi ho sempre seguíti, non vi ho mai abbandonati!», confessa l’amica Saphira, che interviene sempre al momento giusto).

I film di/su Harry Poter, tra gli ultimi fantasy spaccabotteghino realizzati, hanno indicato, se ce ne n’era bisogno!, quali siano e dove dimorino le canore Sirene, che attirano i naviganti dell’ocea­no mediatico contemporaneo. Non rimaneva che convincere gli spettatori a tendere le orecchie al loro canto ammaliatore. (Adelio Cola)

 


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