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NOCTURNAL ANIMALS



Regia: Tom Ford
Lettura del film di: Andrea Fagioli
Titolo del film: NOCTURNAL ANIMALS
Titolo originale: NOCTURNAL ANIMALS
Cast: regia, scenegg: Tom Ford – mus.: Abel Korzeniowski – interpr. princ.: Amy Adams, Jake Gyllenhaal – durata: 115’ – origine: USA, 2016 – distribuz.: Universal Pictures Italy
Sceneggiatura: Tom Ford
Nazione: USA
Anno: 2016
Presentato: 73 MOSTRA D'ARTE CINEMATOGRAFICA VENEZIA CONCORSO
Premi: LEONE D'ARGENTO GRAN PREMIO DELLA GIURIA

La vicenda. Susan, una donna affascinante, affermata proprietaria di una galleria d'arte moderna a Los Angeles, sposata in seconde nozze con il ricco Hutton Morrow, mentre vive un momento di infelicità e di crisi nella relazione con l'attuale coniuge che tra l'altro la tradisce, riceve da parte del primo marito, Edward Sheffield, che non sente da anni, il dattiloscritto di un romanzo a lei dedicato: «Nocturnal Animals» (Animali notturni). Il testo è accompagnato da un biglietto nel quale Edward incoraggia l'ex moglie a leggere il libro e a fissare un appuntamento con lui durante la sua visita in città. Nel leggere il romanzo, Susan si appassiona alla tragica e violenta storia narrata al punto di immaginarla e viverla con partecipazione e sofferenza. Nel romanzo si racconta dell'incubo vissuto da Tony Hastings nel corso di un viaggio durante il quale la moglie Laura e la figlia India vengono sequestrate, stuprate e uccise da tre balordi. Con due di essi, dopo un'indagine parziale che non porterà alla condanna dei malviventi, Tony si vendicherà direttamente (con l'aiuto del tenente Bobby Ande) prima di rimanere a sua volta ucciso.

 

A livello di racconto le vicende si intrecciano e vengono integrate da alcuni flashback. Cambiano anche i modi narrativi: la parte attuale della storia di Susan è raccontata con lentezza, lunghi dialoghi, ma anche tanti silenzi; la parte della storia di Tony è invece tutta ritmo e azione, con scene anche violente e crude. Ad immaginare questa storia nella storia è, come detto, Susan stessa al punto da dare a Tony il volto di Edward (si tratta anche materialmente dello stesso attore: Jake Gyllenhall). Ma non solo: nella figlia di Tony rivede la propria figlia. Emblematico in questo senso il parallelo tra i corpi distesi, inquadrati di schiena, delle due ragazze. Anche se il primo è quello di una giovane morta abbracciata alla madre uccisa con lei e il secondo è quello di una giovane viva e vegeta abbracciata al proprio compagno. C'è anche il dubbio che possa rivedere se stessa nella moglie di Tony, ma in parte è dissipato (solo in parte) dal fatto che si tratta di due attrici diverse, ma comunque somiglianti: Amy Adams (Susan) e Isla Fisher (Laura).

A spiegare comunque l'attuale infelicità di Susan sono i flashback attraverso i quali veniamo a conoscenza che a suo tempo è stata lei a lasciare Edward perché ritenuto un uomo debole oltre che uno scrittore di scarse qualità, nonostante fosse un marito innamorato e fedele. Veniamo anche a sapere che appena iniziata la relazione con Hutton, la donna, che sapeva di essere incinta di Edward, decide di abortire.

Sarà la lettura del romanzo a offrire a Susan la possibilità di rivedere la propria vita e capire che Edward era il marito giusto, che non era così debole come uomo e nemmeno scarso come scrittore. Decide pertanto di incontrarlo invitandolo a cena, ma Edward, pur avendo risposto affermativamente a un messaggio dell'ex moglie, non si presenta.

Da qui una significazione immediata sul fatto che questa sorta di vendetta da parte di Edward nei confronti dell'ex moglie fa capire che nella vita non sempre è possibile tornare indietro, che non si può scendere a patti con le scelte che facciamo anche perché queste avranno sempre delle conseguenze su noi stessi e sugli altri. Ad un livello ulteriore di significazione si può parlare della difficoltà nelle relazioni, comprese quelle amorose, in una società come l'attuale che ha una visione deformata e caotica della realtà. Ecco allora in questo senso le forti immagini iniziali con una serie impressionante di nudi di donne grasse e sfatte. Un vero pugno nello stomaco sui titoli di testa anche se poi quelle immagini vengono giustificate a livello di vicenda in quanto diventano i corpi dell'esposizione e della performance nella galleria d'arte di Susan. Immagini che si alternano a quelle di strade e autostrade di notte viste dall'alto come una sorta di brulichio in cui si agitano gli esseri umani come tanti «animali notturni». Infatti, i «Nocturnal Animals» non sono solo i violenti che si possono incontrare nelle deserte autostrade del Texas, bensì, a giudizio del regista, siamo tutti noi alle prese con le nostre psicologie, le nostre emozioni e le nostre contraddizioni. Tutti esseri come Susan in bilico tra il nostro passato e il nostro presente. Immersi in storie dove diventa labile il confine tra amore e crudeltà, vendetta e redenzione.

Tornando alla scelte stilistiche, va ribadito che il regista gioco molto su certi effetti come volutamente gioca su alcuni possibili equivoci. Abbiamo già accennato al dubbio sui personaggi ai quali si potrebbe persino aggiungere una sorta di dubbio che Edward non si presenti all'appuntamento con l'ex moglie perché, come il suo alter ego Tony, è morto anche lui, identificandosi in tutto e per tutto con il personaggio della sua storia visto che come scrittore, almeno a giudizio della Susan dei primi tempi, scriveva solo di se stesso. E lui replicava che tutti gli scrittori scrivono di se stessi. Ma anche i dubbi finiscono per rendere questo film piuttosto intrigante oltre che interessante per certe idee come l'invito implicito a saper valorizzare le vere storie d'amore, i sentimenti autentici e la dedizione.

Per Tom Ford, stilista prestato al cinema, si tratta del secondo film dopo l'esordio, sette anni fa proprio a Venezia, con A SINGLE MAN. E come il precedente, anche NOCTURNAL ANIMALS è tratto da un romanzo: «Tony & Susan» di Austin Wright, morto a ottant’anni nel 2003. L'opera, scritta nel 1993, è appunto un romanzo all’interno del romanzo, che una volta trasposto in pellicola diventa un film nel film dal romanzo di un romanzo.... Una vera e propria sovrapposizione di piani che Ford gestisce bene. Ciò non toglie che questo continuo ricorso alle opere letterarie, anche se con buoni risultati, confermi l'attuale carenza di idee originali e di scrittori per il cinema.

 


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